AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

lunedì 24 aprile 2017

NO GRANDI NAVI

Avrete notato che sulla destra del mio blog c'è un gadget riportante il logo del "Comitato NO GRANDI NAVI" di Venezia e che riporto qui sotto.
L'attuale presidente è Tommaso Cacciari, nipote di un ex sindaco di Venezia.
Vi prego di utilizzare i link qui sotto riportati per andare a leggere l'articolo o vedere i filmati. Grazie ed a presto.

Qui per l'articolo


http://www.veneziatoday.it/cronaca/proteste-ponte-Giudecca-contro-navi-crociera-Venezia

oppure qui per i filmati :

http://www.veneziatoday.it/persone/tommaso-cacciari/

BASTA CON LE NAVI

PS - Per seguire i link non serve fare copia-incolla. Cliccate sopra e nella piccola finestra che si apre ricliccate sopra l'indirizzo.

giovedì 20 aprile 2017

ITALICA DI SETE - LA DONNA E' MOBILE (RIGOLETTO)

Sto preparando un post sul 54° doge ma la cosa mi prende un po' di tempo visto che questo dogado è stato pieno di avvenimenti. Concedetemi quindi di fare un post intermedio invitandovi ad ascoltare uno dei più famosi pezzi d'opera lirica.



lunedì 17 aprile 2017

SAGGEZZA DEL GATTO 16

L'ARTE DI RESTARE CALMO E TRANQUILLO

Per quale motivo ci agitiamo? Non fare niente è uno stato dello spirito, un lavoro su sè stessi, ed il gatto sa sicuramente come fare.

Nel suo languore, ventre all'aria, occhi mezzo chiusi, il gatto ci insegna  lo scivolamento progressivo verso il dolce far niente. Gustare una tregua, distendere i muscoli. Dimenticare il circondario e sè stessi, distendersi completamente e partire nella stratosfera, fondendosi in una quarta dimensione. Essere un'infima parcella, un punto minuscolo, non essere più niente.
Il gatto in queste occasioni perde la nozione di azione e controreazione. Possiede questa filosofia : la minima scintilla di energia nuoce al desiderio di non fare niente. Allora espelle le sue forze, nocive all'organismo e si dona all'atmosfera.

E NOI ?

Non fare niente non vuol dire essere indolenti, aggettivo devalorizzante associato ad un difetto. Non fare niente è cessare di agire ed è anche un principio di saggezza. Meglio fare una pausa quando il ritmo della vita è troppo intenso, ingestibile. Perché questo ci sorpassa. Rilassarsi.....



giovedì 13 aprile 2017

GERONA - ULTIMA PUNTATA

Come avevo già detto sul primo post in cui presentavo Gerona, esiste quello che si chiama "El passeig de la muralla" che costeggia la città ad una certa altezza. Qui di seguito le foto con gli accessi ed i camminamenti, oltre a qualche panorama.











Un modo come un'altro di presentare il menù


Una passerella pedonale che unisce due appartamenti



Torniamo su "El riu Onyar" sede privilegiata di gabbiani e bambini







E per finire la stradina che portava all'albergo.


lunedì 10 aprile 2017

SAGGEZZA DEL GATTO 15

L'arte di prendere l'aria

Vivere all'aperto e senza frontiere. Un sogno impossibile per un gatto d'interno, ma, in ogni caso egli non manca di aria.

Da quando è stata inventata la "gattaiola", il gatto è riconciliato con la porta verso la strada o verso il giardino, esce secondo il proprio umore. Quello che vuole è prendere l'aria. In un appartamento al sesto piano, senza terrazzo, rischierebbe di asfisiarsi, ma ha del fiuto. Si installa subito dietro la finestra semiaperta e respira a pieni polmoni l'aria della campagna o della città.
E' qui che egli sniffa l'aria e poco importa la qualità della stessa. Il gatto ama sentire le tendenze del nostro mondo. Il suo sesto senso gli permette di indovinare gli avvenimenti. E' dotato di uno strano potere e di una intuizione molto sviluppata. Il gatto percepisce le vibrazioni comunicate dal pensiero.
Prende l'aria non soltanto per avere dell'ossigeno, aerarsi lo spirito, mettersi in movimento se ha la possibilità di uscire, ma anche per non essere al di fuori del mondo ed avere il suo proprio posto.

E NOI ?
Catturare la vita che passa, tentare di comprendere la strada che prende il mondo è essenziale per beneficiare di una perfetta integrazione nella società del mondo attorno a noi e di sentirsi bene come in una seconda pelle.


Mia moglie ed io non lasciamo uscire i nostri gatti malgrado che questo possa essere una restrizione. Come vedete dalla foto Matisse è un po' imbronciato ma poi gli apriamo la veranda od una finestra e si calma. Purtroppo vincino a noi passa una strada dove c'è il limite di 30 all'ora ma molti automobilisti se ne fregano altamente. Non vi dico quanti gatti morti, o in procinto di divenirlo, ho raccolto per portarli da un veterinario ed obbligarlo ad accomplire i suoi doveri legali per incenerire il poveretto passato sotto le ruote della vettura. Riflettete autisti, riflettete.

mercoledì 5 aprile 2017

SI TORNA A GERONA


Di Gerona vi ho già parlato a sufficienza nei post precedenti e quindi qui pubblico solo alcune foto.

LA CATTEDRALE










ED ALCUNE STRADINE ATTORNO ALLA CATTEDRALE STESSA



Alla prossima puntata.

lunedì 3 aprile 2017

SAGGEZZA DEL GATTO 14

L'arte dell'isolamento totale

Come i porcospini, il gatto si mette arrotolato; apre e chiude una parentesi, bene al riparo : vietato disturbare.

Grazie alla sua colonna vertebrale costituita da cerniere intervertebrali, il gatto ha una grande possibilità di movimento. Può inarcare il dorso e, in un centesimo di secondo, passare dalla linea dritta ad un arco di cerchio.
E' come un ritorno nel ventre della madre! Il gatto in posizione fetale si attribuisce tutti i diritti . Rotondo come la luna, egli è lontano dalla terra ignorando la realtà. Bagna in un liquido amniotico e non pensa più alle lotte ed alle crudeltà del mondo : certo non esiste un miglior rifugio per un gatto.
Egli aspira alla tranquillità. Le zampe sulla faccia, è in modo spento. Ha la garanzia di difendere la sua intimità.

E NOI ?

E' un riflesso naturale quello di un arco di cerchio, o quasi se si manca di agilità. Occhi chiusi, lasciamo penetrare in noi il silenzio, preparandoci alla meditazione o ad addormentarsi. E' l'invito al viaggio in un'altra sfera, quella dell'intimo tanto più necessario quando le cose non vanno bene. In seguito, come il gatto che si sveglia e prende piede, vivace ed attento, non ci resta che ripartire a testa alta.



giovedì 30 marzo 2017

53° DOGE - BARTOLOMEO GRADENIGO (139 - 1342)


Il 7 novembre 1339, fu eletto doge Bartolomeo Gradenigo, ormai prossimo agli 80 anni, con ben 32 voti. Aveva ricoperto numerose cariche pubbliche tra le quali quelle di Podestà di Ragusa e Capodistria nonché procuratore assieme ad Andrea Morosini. Contribuì quindi ad arricchire il tesoro di San Marco, grazie al suo fiuto artistico e commerciale.
Vedovo di una Cappello, si era risposato con una Maddalena di ignoto casato ma alcuni dicono che tra le due c'era stata un'altra moglie, sorella di Andrea Dandolo. I sei figli, tutti maschi, li aveva avuti dalla prima moglie e si dette da fare per farli arricchire. Viste le altre due mogli qualcuno pensò anche che fosse un cacciatore di doti. Per diminuire la sua influenza i correttori della Promissione ducale fecero approvare un decreto in cui si proibiva al doge ed alla dogaressa d'intraprendere qualsiasi attività commerciale.
Questo però avvenne solo il 29 novembre 1342, un mese prima della fine del dogado che si era svolto tranquillo salvo la solita rivolta a Creta e le incursioni dei Turchi nell'Egeo, cosa che costringeva Venezia a tenere stabile una flotta in quelle acque. Con Genova si continuava a sopportarsi vicendevolmente avendo raggiunto un accordo per il commercio in Crimea.
L'avvenimento più importante di questo breve dogado fu la spaventosa tempesta che si scatenò su Venezia il 15 febbraio del 1340 ed i cui vari elementi contribuirono alle acque di superare le difese a mare del Lido e di Pellestrina. Alla terribile innondazione è legata la suggestiva leggenda "dell'anello del pescatore".
In quella tremenda notte un vecchio pescatore al riparo con la sua piccola barca sotto il ponte della Paglia, vede sulla riva d'imbarco, al chiarore di un lampo,un uomo dal fiero aspetto che gli fa cenno di accostare; sale a bordo e gli ordina di portarlo a San Giorgio Maggiore. Il vecchio pescatore non ha il coraggio di dire di no e quindi attraversa il bacino. Una volta arrivato a destinazione si unisce a loro un giovane guerriero che a sua volta ordina di andare al Lido. Con quel temporale era una pura pazzia ma, ancora una volta, il pescatore cominciò a remare e riuscì ad arrivare a destino. Monta in barca un vescovo con tutti i paramenti che ordina di andare verso il mare aperto. Ad un certo punto incrociarono un'enorme inbarcazione con delle vele nere, dei diavoli come ciurma e Belzebù stesso al timone.
I tre passeggeri alzano la mano destra e fanno tre segni di croce e la nave s'inabissa mentre la tempesta si calma all'istante. Riportò ai loro posti i tre personaggi e l'ultimo a scendere gli porse un anello da consegnare al doge al quale poi doveva dire che nella barca aveva trasportato San Nicolò, San Giorgio e San Marco Evangelista.
Il pescatore fu creduto dal doge perché l'anello era quello conservato nel tesoro di San Marco e quindi solo una mano divina poteva averlo preso. Quindi il pescatore ebbe la dovuta ricompensa.
Il tremendo fortunale fu preso come un segno contro i piccoli traffici non tutti onesti che si facevano a Venezia (doge compreso) e quindi come un castigo di Dio. Nel 1340 si contavano a Venezia 11.654 pubbliche meretrici alle quali ricorreva anche parte del clero pur predicando contro dal pulpito. Altri vedono in questa tempesta e nell'eccezionale acqua alta precedente dell'8 marzo 1342 un segno premonitore della peste che colpì la città nel 1347.
Ma il doge non la conobbe perché morì il 28 dicembre 1342 e fu sepolto in un bel sarcofago nell'atrio della basilica di San Marco.

MODI DI DIRE

Piato de Pavia, co se ga magnà se buta via
(Piatto di Pavia, terminato di mangiare si butta  via)

Si usa questa espressione quando capita di consumare una pietanza su un foglio di carta od un piatto di cartone che verranno buttati via quando si è finito di mangiare.
PS - Il nome della città di Pavia serve solo per fare la rima.

lunedì 27 marzo 2017

SAGGEZZA DEL GATTO 13

L'ARTE DELLO YOGA

Sulla punta dei piedi, il dorso arrotondato... Le posizioni del gatto sono ispirate dagli esercizi yoga.
Molto bene per il dorso.



Al gatto è sufficiente essere sè stesso per evocare le posizioni yoga. In posizione naturale sulle quattro zampe il gatto simbolizza "la tavola", esercizio che permette di rinforzare il collo e la colonna vertebrale. Serve quindi a distendere il corpo ed a favorizzare la concentrazione.
Tra tutte le posizioni che comprendono la parola "gatto", il dorso arcuato è una tecnica di respirazione che fa ondulare la colonna vertebrale. E' la respirazione Marjari, praticata dagli sprinter e dai nuotatori che sanno imitare il gatto alle volte disteso ed alle volte arcuato. In sanscritto, più nomi designano il gatto ed i più correnti sono bidâla e mârjâra. Quest'ultimo è più sovente ritenuto per parlare della "postura del gatto": Marjarâsana.

E NOI ?

Non bisogna esitare a mettersi sulla punta dei piedi per rinforzare i muscoli dei polpacci e delle gambe. "Il gatto in equilibrio" è una postura sovente consigliata dei chinesiterapeuti. Infatti, Chakravâkâsana permette di testare la verticalità della colonna vertebrale e del bacino. "Il gatto in torsione" e "Il gatto e la devozione" sono delle posture che rinforzano la colonna vertebrale oltre a far lavorare altre parti del corpo.


mercoledì 22 marzo 2017

PERCHE' DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI


Sia che abbiate fatto del solfeggio o no, dovete senza dubbio conoscere le note musicali. Ma sapete da dove derivano ?
La gamma è un seguito di sette note che aumentano di un tono ad ogni misura.
Bisogna rimontare all'XI secolo per scoprirne l'origine. E' il monaco toscano, Guido d'Arezzo (996-1050) che le crea riferendosi ad un canto religioso, "L'inno a San Giovanni Battista".
Per crearle, egli utilizzò le iniziali di sette frasi dell'opera suddetta. Questo dava dunque : "Ut queant laxi, Resonare fibris, Mira gestorum, Famuli tuorum, Solve polluti, Labii reatum, Sancte Johannes". La frase si può tradurre in : "Al fine che i tuoi servitori possano cantare a piena gola le tue meravigliose opere, togli il peccato dalle loro labbra sporcate, San Giovanni."
Come avrete senza dubbio notato, non si tratta ancora della gamma finale perché essa comincia per UT ed è composta di solo sei elementi. Dopo ha leggermente evoluto per essere quella che conosciamo oggi. L'UT è stato sostituito dal DO nel XVII secolo al fine di facilitare la pronuncia della gamma. Il SI fu introdotto solo alla fine del XVI secolo ad opera di Anselmo delle Fiandre. A questo fine prese le iniziali di Sancte Joannes sostituendo la J con una I.
Ecco dunque perché Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si sono oggi l'insieme della nostra gamma.
Bisogna sapere che in Germania e nelle contrade anglo-sassoni oltre che in America, le note sono rappresentate da lettere dell'alfabeto (da A ad H o da A a G). Questo sistema si ritrova anche in altri paesi.